Oggi condividiamo un estratto molto intenso e, per chi ama la lettura e la scrittura, incredibilmente attuale.
Chi è l’autore? Di chi sta parlando? Da quale opera viene questo stralcio? Dove la si può reperire?

Noi risponderemo a queste domande a breve. Provateci anche voi, confrontiamoci, magari anche su Facebook, nella pagina Lingua e cultura italiana nel Mondo, dove questo post sarà condiviso.
Vi invito a diffonderlo!

“Quando le lettere formavan, come debbono, parte delle istituzioni, che reggevano i popoli, e non si consideravano ancora come conforto, bensí com’utile ministero, fu detto il poeta non essere un accozzatore di sillabe metriche, ma un uomo libero, spirato dai Numi a mostrare agli uomini la verità sotto il velo dell’allegoria; e gli antichi finsero le Muse castissime vergini, e abitatrici dei monti, perché i poeti imparassero a non prostituire le loro cetre a possanza terrestre”..

“Uno sempre è l’amor patrio nella sua essenza, e nel suo ultimo scopo; ma, come tutti gli affetti umani, subisce varie modificazioni, e veste forme diverse secondo che mutansi le abitudini, le costumanze, le opinioni religiose e civili, e le passioni degli uomini, che costituiscono questa patria, all’utile della quale si mira. – Come dunque variano i bisogni della patria, variar debbono i mezzi per cui può giungersi a soddisfarli o reprimerli, e quindi la direzione, che seguirà l’amor patrio in un secolo sarà totalmente diversa da quella d’un altro”…

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