Insegnamento Estero

DOMANDE FREQUENTI e generali sull’insegnamento all’estero o in Italia (FAQ-Frequently Asked Questions) – Preguntas más frecuentes

Pagine a cura del Centro Studi Internazionale Onlus ITA.L.I.(Italianistica e Lingua Italiana nel Mondo) www.italianlang.org
Prima di scriverci, per favore copiate, stampate e leggete attentamente quanto sin qui già riportato ed esplicitato. Poi integratele con i contenuti affini riportati nella altre due pagine: Italiano L1-L2 e Supplenze all’estero
Grazie per la preziosa collaborazione!
  • Domande, domande, domande……….

Si presenta un caso classico: ho 26 anni e mi sono da poco laureato con il punteggio di …….alla triennale …., sto attualmente facendo un tirocinio per il conseguimento del Ditails di livello 1 (o altra Certificazione Linguistica). Mi piacerebbe poter proseguire la mia formazione in tal senso, aquisendo un titolo specifico per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri e se possibile anche lavorare nel campo, ho una buona conoscenza dell’inglese/francesce (o altre lingue stranmiere) e per me non sarebbe un problema spostarmi all’estero o comunque fuori dalla mia città:

  • Risposta1: Non esiste una Laurea abilitante o riconosciuta universalmente all’estero per l’Insegnamento della Lingua Italiana
  • Risposta2: La Laurea triennale non è comunque più sufficiente per insegnare
  • Risposta3: Non esiste una Laurea valida e riconosciuta per l’Insegnamento dell’Italiano come L2 o LS (e per questo ci stiamo battendo da decenni)
  • Quindi tutto dipende dal Continente, area geografica e dalla specifica domanda-offerta privata e pubblica. Basta seguire i Bandi di concorso per le Università straniere o inviare i propri Curriculum privati alle stesse o scuole, o Enti, Associazioni, eccetera.

E qual è la sua differenza con il master ITALS ed il certificato DITALS? Qual è il titolo migliore? In pratica, cosa bisogna fare per insegnare italiano a stranieri in Italia? Ed italiano a stranieri al di fuori dell’UE? Infatti ho letto che il master ITALS è riconosciuto dall’UE. E per insegnare italiano negli altri paesi quale titolo rende più appetibili? Dove è valido il DITALS?

Chiarimenti e precisazioni preliminari per studiare e/o lavorare all’estero:
  • Domanda: Vi scrivo per sapere se è possibile e come poter lavorare presso di voi come insegnante di italiano agli stranieri. Sono laureata in lettere classiche, orientamento filologico-linguistico, ho impartito lezioni di materie letterarie per 5 anni ed ho seguito un master in comunicazione e lavoro presso …..
  • RISPOSTA: Ricordo a tutti che ITA.L.I. è un Centro Studi Onlus online di puro volontariato culturale: non è una scuola, né dà o offre lavoro, dà corsi di lingua, non ha uffici e sedi altrove, nè rappresentiamo interessi di scuole private o altro simile. Noi viviamo del nostro lavoro di docenti, professori, ricercatori e dirigenti dello Stato italiano, cui ci onoriamo di appartenere e vogliamo, aspiriamo a dare solo servizi di informazioni, indirizzo, tutoraggio, formazione e aggiornamento professionale. Le vostre iscrizioni liberamente inviate tramite i suddetti previsti Moduli, sicuri e riservati (Anagrafe, Censimento e Simpatizzanti-Supporters) vanno ad arricchire il database dell’Osservatorio Permanente di Italiano Lingua Seconda o Straniera che realizzerà ricerca settoriale e specifica in modo da poter proporre il meglio per la nostra LiNGUA e Didattica, dando anche le opportune pubblicazioni di dati e contenuti nei limiti e nelle forme consentite dalla legge sulla Privacy. Aiutate la Nostra Permanente ricerca linguistica, letteraria e storica per diffondere la Lingua di Dante!
La Laurea, le Lauree: Quale? e ancora: quale Abilitazione? Cos’è? Dove si deve chiedere?
  • La laurea è un titolo generico di partenza: senza l’abilitazione all’insegnamento non si può neanche più fare domanda di Supplenze (vedi anche questa voce)
Il problema degli standard nei sistemi educativi e tra i sistemi educativi è un nodo centrale che nell’Unione Europea si è cercato di risolvere privilegiando la quantità, cioè gli anni di formazione che uno studente riceve. Da qui la recente riforma universitaria in Italia: si è passati da un sistema con lauree prevalentemente quadriennali (il tentativo di introduzione delle lauree brevi triennali senza un riordino complessivo del sistema non aveva funzionato) a uno su più livelli, con forte attenzione alla formazione permanente. Prima della riforma chi voleva continuare gli studi universitari poteva iscriversi nuovamente per conseguire una seconda laurea dello stesso livello. Oppure a partire dalla prima metà degli anni ’80 poteva cercare di vincere uno dei pochissimi posti a concorso per un dottorato di ricerca.
Ora le cose sono cambiate. Si ragiona in termini di crediti formativi universitari (ogni CFU equivale a 25 ore di lavoro, comprensive di ore di lezione e di studio individuale), e la prima laurea dura tre anni (60 crediti all’anno per un totale di 180 crediti), poi si accede alle lauree specialistiche di due anni (120 crediti in totale) e quindi al dottorato di ricerca (solitamente 3 anni e 120 crediti). Poi ci sono i master di primo e secondo livello. A quelli di secondo livello si può accedere se in possesso di laurea specialistica (3+2). I master di uno o più anni di durata danno diritto a 60 crediti.
In una fase transitoria come questa, in cui la riforma non è ancora a regime, anche chi ha la vecchia laurea quadriennale può accedere al dottorato di ricerca. Poi si vedrà, ma è certo che quantitativamente la nuova laurea specialistica (3+2) offre un anno in più di formazione universitaria.
Questo per arrivare a parlare dell’italiano L2 e LS. Non vi è classe di concorso per Italiano L2 nelle scuole pubbliche, quindi chi insegna a bambini, ragazzi o adulti nelle scuole o nei CTP può avere qualsiasi titolo e abilitazione indispensabile per l’insegnamento in quell’ordine di scuole, ma non è necessario un titolo specifico, purtroppo.
All’estero il panorama è molto variegato, ma dobbiamo partire dal presupposto che in molti paesi la suddivisione per livelli della formazione universitaria è qualcosa di ben più consolidato rispetto alla situazione italiana. Così è sempre più frequente trovare annunci, in particolare nelle università di paesi anglofoni, ma non solo, in cui il dottorato di ricerca (PhD) è requisito indispensabile.
Che tipo di percorso consigliare? La mia formazione e ciò che faccio mi portano a considerare indispensabile una sana e robusta preparazione metodologica che un corso di laurea in lingue e letterature straniere o in lettere non offre più. Si tratta di prepararsi per insegnare una lingua straniera, o meglio l’italiano a stranieri! Tuttavia la realtà di molti dipartimenti universitari, dove nella maggior parte dei paesi vede ancora lo strapotere dei letterati e tutto sommato la glottodidattica e l’insegnamento della lingua sono relegati a un livello inferiore, si raccomanda di integrare la formazione con esami e progetti specialistici (microtraduzione, ecc), tipo quelli verificabili anche in rete web. Se a qualcuno interessa questo tema, che sto presentando in maniera volutamente un po’ provocatoria, può andare a dare un’occhiata in Internet ad esempio al programma dei vari convegni AATI, cioè di un’associazione degli italianisti nordamericani per capire in che direzione ci si sta muovendo: in sostanza le sessioni dedicate all’insegnamento della lingua durante i convegni non hanno certo la rilevanza di quelle dedicate alla letteratura.
Abilitazione sì per insegnare Italiano come Madrelingua; Nessuna Abilitazione per insegnare a Stranieri
Domande:
Avrei bisogno di avere qualche chiarimento circa la possibilità di insegnare italiano in Italia a stranieri. Quali requisiti e titolo di studio sono necessari per avere questo tipo di abilitazione?
Vi scrivo perchè sono molto interessata a specializzarmi nell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri ma vorrei dei chiarimenti: non ho ancora capito se è obbligatoria l’abilitazione a questo tipo di insegnamento oppure potrei già insegnare con i miei titoli e inoltre quali sono gli istituti a cui potrei rivolgermi per poter svolgere questa attività?
Risposta:
come può volte ribadito, non c’è in Italia o all’estero una Abilitazione per l’insegnamento della Lingua Italiana per stranieri o L2/LS. L’Abilitazione si rende necessaria per l’accesso alle graduatorie per l’insegnamento nelle scuole statali di ogni ordine e grado in Italia cioè per diventare docenti a Tempo Indeterminato (cioè il vecchio Ruolo). Per insegnare invece nelle scuole, università e altre istituzioni all’estero nulla è definito; ed infatti se si guardano gli annunci, si capisce subito che tutto è lasciato alla libera interpretazione o concorrenza: chi vuole i Masters specifici, chi la Certificazione delle Università per Stranieri tipo Siena, Perugia, Roma III (soprattutto nel Nord America e Europa Comunitaria) e chi invece si accontenta delle semplici Lauree (anche non sempre Specifiche o in Lingue straniere), cioè gli altri Stati.
Quali possibilità in Italia per formarsi dopo la laurea?
Innanzitutto credo che chiunque voglia cercare di intraprendere questo tipo di percorso professionale, per insegnare all’estero in particolare, debba munirsi di un titolo superiore rispetto a quello della laurea (quadriennale) e continuare con un master/scuola di specializzazione annuale/biennale che dà un titolo culturale universitario (non un’inesistente abilitazione all’insegnamento dell’italiano), oppure tentare la strada del dottorato di ricerca.
La direzione in cui mi muoverei è quella della didattica dell’italiano e non quella della lingua italiana o letteratura o cultura, temi peraltro affrontati anche nei master/scuole di specializzazione in didattica.
Gli altri certificati tipo Ditals o Cedils sono anch’essi titoli culturali ma non hanno lo spessore di un master universitario. Tutto quanto fa riferimento all’insegnamento dell’italiano in Italia passa attraverso il sistema pubblico per le scuole e i CTP con le logiche dell’insegnamento nelle scuole pubbliche; sulle scuole private di lingua o sui centri di formazione provinciali, comunali, ecc., e anche sui centri linguistici delle università, non ho molto da dire se non, in generale, che spesse volte non mi pare vi sia uno standard di qualità che si cerca di mantenere basandosi sulla formazione e i titoli degli insegnanti. Sicuramente, tuttavia, un giovane che ovviamente non può avere grande esperienza lavorativa, ma che si presenta con un curriculum con certe caratteristiche (titoli universitari specifici, certificazioni, corsi d’aggiornamento, partecipazioni a convegni, articoli scritti, ecc.), credo proprio che faccia un miglior effetto rispetto a chi invece può presentare solo la laurea. Il resto è un po’ fortuna, voglia di tentare, disponibilità a una vita almeno inizialmente piuttosto precaria, ecc.
Domanda: Master o Certificazione?
Ho una laurea triennale in Lingue e culture moderne e ho lavorato in un museo in Inghilterra per 2 anni. Sono tornata da poco in Italia e il mio obiettivo è quello di specializzarmi con un master o un certificato che mi permetta di propormi come insegnante di italiano nelle scuole private. Da qualche anno in Inghilterra per insegnare nei college pubblici è previsto un corso specifico per l’abilitazione all’insegnamento che magari in futuro cercherò di fare, per il momento la mia domanda è questa: vista la proliferazione di master e corsi vari nel campo della didattica dell’italiano a stranieri, quale mi conviene fare? Mi è sembrato di capire anche attraverso il vostro sito che il più conosciuto all’estero sia il certificato DITALS, ma questo certificato ha valore di master? L’università della mia città ha istituito un master di primo livello in Didattica dell’italiano lingua seconda e lingua straniera e io propenderei per questa soluzione, sia per una questione di comodità sia perchè immagino che un master universitario sia comunque più spendibile, ma in realtà la situazione è così confusa che non sono sicura di niente.
Tra queste due opzioni, Master universitario in didattica della lingua italiana a stranieri o certificato DITALS cosa mi consigliate?
Risposta:
Non bisogna confondere le Certificazioni, che aiutano a lavorare nel campo linguistico, soprattutto privato; con i Master di 1° e 2° livello che sono titoli di studio finali per l’accesso all’insegnamento pubblico, statale e soprattutto universitario. Infine vengono i Dottorati, vere specializzazioni settoriali, necessarie per accedere a studi post-universitari. Con il master Universitario di 1° livello in realtà tu completi la vecchia Laurea quadriennale (Ora quinquennale) e quindi poi partecipare anche ai concorsi per l’insegnamento nelle scuole italiane. Con la Certificazione Ditals di Siena, ma anche di quella di Perugia che pari sono, tu ti immetti direttamente nell’insegnamento a stranieri. Se è questo quello che vuoi fare in scuole private allora può andar bene, ma ricordati poi che tutto ciò non ti sarà riconosciuto per i concorsi pubblici per le scuole statali italiane. Il master della tua università non lo conosco, ma ricorda sempre che quelli più spendibili e riconosciuti all’estero sono sempre quei 3 di vecchia conoscenza: Siena, Perugia e Roma III. Ti consiglio di aggiornarti prima leggendo tutte le offerte delle suddette università, poi confrontarle con la tua università, poi chiedere spiegazioni con una mail e infine fare la scelta che ti va bene, ok? Questi sono i link: http://www.unistrasi.it/pages/1.asp?COD=2677; http://www.unistrapg.it/italiano/; http://www.uniroma3.it/schedaCds09.php?cds=107653&facolta=107;
Caro collega, Amico/a,
Se vuoi insegnare italiano in un’università o in un IIC è inutile che mandi il tuo curriculum a tutti. Normalmente non ti rispondono. Per regola, in questi casi, si invia il curriculum solo alle istituzioni che cercano un lettore e che lo annunciano pubblicamente. Quanto alle certificazioni o alle varie pubblicazioni, è importante sapere che non rappresentano una garanzia di lavoro, ma sono comunque le carte giuste da giocare al momento opportuno (ormai la laurea da sola non basta più).
Naturalmente, in questo nuovo Mare Magnum globalizzato, dobbiamo sempre augurarci un bel po’ della fortuna ma, secondo me, è anche molto importante riuscire a stabilire un contatto con gruppi di discussione nei quali ci sia una buona circolazione delle informazioni giuste ed essenziali. Uno dei canali attraverso cui cercare il lavoro, è proprio una lista di discussione come dw-scuolait-mondo@yahoogroups.com; lettori-it@yahoogroups.com; www.aiti.org e similari, in cui vengono spesso inoltrate offerte di lavoro da parte di varie università straniere. Quindi … stay tuned!
Se ti è stato detto che per insegnare italiano a stranieri in Italia c’è bisogno di una scuola di specializzazione (ssis), la cosa è strana. Infatti credo che le scuole di specializzazione siano per quelli che insegnano nelle scuole secondarie pubbliche (media e superiore) e lì, mi sembra, non ci siano corsi d’italiano per stranieri, credo. O, forse, ci si riferisce alla scuola di specializzazione per italiano a stranieri dell’università di Siena e Perugia.