Poesia

Poèma s.m. dal latino poema, dal greco poíema (= creazione), dal verbo poiéo (= io creo), da cui anche Poesia (latino poesis, greco poíesis).

  1. Tra le poesie musicate abbiamo la canzone (poesia popolare), la ballata (con canto e danza), e il madrigale (poesia tipica del periodo medievale, cantata in coro e accompagnata dal suono del liuto).
  2. Tra le poesie amorose: lo stornello (poesia popolare che inizia con l’invocazione a un fiore e ha tono amoroso o satirico), lo strambotto (di tema amoroso) e il lai (proprio del XII secolo).
  3. La poesia celebrativa greca comprende: l’epitalamio (per uno sposalizio), l’epicedio (in onore di un morto), l’encomio (in onore di imprese di dèi o uomini), l’epinicio (per celebrare la vittoria in una gara), il ditirambo (in onore di Dionisio), il compianto (per un evento luttuoso).
  4. Le poesie di genere narrativo sono: l’ode (di tono solenne e con strofe di cinque o sei versi), il mottetto (breve componimento popolare), la cantica (propria dell’epoca romantica), la satira (ironica), l’elegia (la narrazione riguarda un evento triste), il carme (viene esaltato un evento o una persona), l’enigma (breve poesia con una parola da indovinare), l’epigramma (breve poesia ironica e satirica nei confronti di qualcuno o di qualcosa), l’haiku (poesia giapponese composta di tre versi di diciassette sillabe), il tanka (poesia giapponese composta da cinque versi di trentuno sillabe), l’epistola (poesia in forma di lettera), il sonetto (è composta da due quartine e due terzine e di vario argomento), il sermone (didascalica), il sirventese (poesia provenzale di argomenti vari).
  5. Le poesie religiose sono: l’inno (in onore di dèi ed eroi), la lauda (propria del medioevo), il cantico (in onore di dio).
  6. Tra le poesie bucoliche ricordiamo: la bucolica (esalta la vita pastorale), l’idillio (di origine greca e molto breve), l’egloga (di origine greca e che idealizza la vita agreste).

Cit. Dizionario Etimologico,
Rusconi 2011


Ogni verso dovrebbe: comunicare un fatto preciso e toccarci fisicamente, come la vicinanza del mare.
J. L. Borges

dal prologo de “La rosa profonda”